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Cioccolato di Modica

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Presto Igp. E sarà il primo in Europa. Stiamo parlando del cioccolato di Modica. «… Chocolate of astonishingly pure, power flavor» (un cioccolato dal sapore sorprendentemente puro, potente) come lo ha definitivo R. W. Apple Jr dell’autorevole The New York Times dopo aver assaggiato le creazioni della più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia: il tempio del gusto fondato alla fine dell’Ottocento da Francesco Bonajuto.

I segreti di una tradizione millenaria sono custoditi sapientemente dai modicani: gli unici al mondo a produrre il cibo degli dei seguendo ancora il metodo azteco. La preparazione «a crudo» ovvero «a freddo» esclude la fase di concaggio. L’impasto, lavorato senza superare la temperatura di fusione dello zucchero, acquisisce così la tipica granulosità: caratteristica distintiva di questo cioccolato che preserva aromi che altri procedimenti tendono a far scomparire, esaltati spesso da abbinamenti con cannella o vaniglia, peperoncino, carruba, caffè o agrumi.

Il cioccolato di Modica si può mangiare così com’è o sciolto in acqua come bevanda. Leonardo Sciascia, ne La Contea di Modica (Edizioni Electa), ne parlava addirittura come di un’esperienza metafisica: «…Altro richiamo per restare alla gola è quello del cioccolato di Modica… di inarrivabile sapore, sicché a chi lo gusta sembra di essere arrivato all’archetipo, all’assoluto e che il cioccolato altrove prodotto, sia pure il più celebrato, ne sia l’adulterazione. La corruzione…».

Il cioccolato di Modica rappresenta, infatti, una delle più significative eccellenze agroalimentari della Trinacria. Il metodo di ottenimento è il più rispettoso delle proprietà organolettiche dei singoli ingredienti: dalla feniletilamina (felicità e appagamento) alla Serotonina (rilassante), passando per la Teobromina (iperattivismo) per finire con l’Andammide (energia e concentrazione) e il fosforo.

Un vanto tutto italiano che entra nell’elenco dei prodotti certificati Ue. E presto potrà fregiarsi di un altro primato, diventando il primo cioccolato europeo ad Indicazione Geografica Protetta. Buone notizie anche sul fronte tracciabilità delle produzioni agricole con l’introduzione della norma che consente, per i prodotti Dop e Igp, l’indicazione dei Marchi d’Area, che permetterà di poter inserire nelle etichette, oltre al Paese, anche la regione di origine delle produzioni e renderà possibile l’istituzione di un marchio Prodotto di Sicilia.

di Francesca Maisano

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