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Amarone della Valpolicella Bertani: il fascino della coerenza

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1958-2008:50 anni di Amarone della Valpolicella Bertani. A Milano una verticale di 6 particolari annate ha raccontato la storia della famosa azienda veronese

20 giorni di vendemmia, 107 di riposo delle uve, 50 giorni di fermentazione, 2.759 di maturazione. Totale, 2.936 giorni. Questo il tempo che si è reso necessario prima di mettere sul mercato l’annata 2008 dell’Amarone della Valpolicella Classico DOCG di Bertani, uno dei pochi vini al quale tutte le principali guide enologiche italiane hanno tributato il massimo punteggio. La 2008 è stata protagonista di una straordinaria verticale tenutasi in questi giorni all’hotel Westin Palace di Milano organizzata dalla Bertani Domains per festeggiare 50 anni di vendemmie:  1958-2008. “Questa non vuol essere solo un’altra degustazione, sia pure di vini molto speciali, ma anche il racconto di una azienda e della sua storia, che a dispetto della notorietà del nome è ancora poco conosciuta” ha esordito Emilio Pedron, amministratore delegato di Bertani Domains “Il 1958 è stata la prima annata di questo Amarone (che all’epoca si chiamava ancora Recioto Secco, ndr) e oggi come allora continuiamo a fare le cose come le abbiamo sempre fatte. Se mai abbiamo un pregio è questo, il fatto di sentirci custodi di quella tradizione che è lo stile Bertani”. E’ una coerenza che nella pratica si traduce in un processo di produzione il meno invasivo possibile, una cura maniacale per i dettagli e un assecondare estremamente paziente i ritmi naturali dell’uva e del vino. Nello stile Bertani infatti è il tempo che decide fasi cruciali per la produzione dell’Amarone come l’appassimento delle uve, la macerazione e l’affinamento in botte, perché solo con il tempo questo vino arriva a sviluppare quella ricchezza e complessità di aromi che lo rendono un vino così originale e richiesto. Inoltre, mai in Bertani, a differenza di altri produttori della Valpolicella, la tecnologia moderna di cantina è stata vista come una scorciatoia per arrivare in fretta al risultato voluto, o per fare il vino come richiedeva la moda del momento. Tali scelte di fedeltà al proprio stile non sono state sempre indolori, ovviamente: “Negli anni Novanta, quando andavano di moda i vini con il cosiddetto stile internazionale, pesanti, alcolici, marmellatosi, l’azienda Bertani ha sofferto molto, perdendo importanti quote di mercato – ha ricordato Pedron – Ma nonostante questo non ha mai ceduto, non ha cambiato di una virgola il suo modo di concepire e di fare l’Amarone. Ecco perché oggi siamo ancora qui, e anzi siamo tornati di moda: perché siamo oltre le mode”. Insieme alla 1958 e alla 2008, le altre annate in assaggio sono state la 1967, la 1975 (“è da poco che in azienda stiamo ricominciando ad assaggiare le bottiglie di Amarone degli anni ’70, perché in passato non le giudicavamo niente di speciale. Ma ora stanno dimostrandosi dei vini emozionanti” ha commentato Andrea Lonardi, direttore tecnico dell’azienda), la 1986 e la 2009. Tutti vini che, fatte salve le particolarità delle annate, si sono dimostrati all’altezza della loro fama come prodottidi grande equilibrio, un’eleganza a tratti francese e soprattutto riconoscibilità.

Elisabetta Tosi

 

 

 

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