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Vola l’export agroalimentare: oltre 40 mld nel 2017

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A Milano va in scena la “Business maratona del food” promossa da Assocamerestero. Oltre 100 aziende italiane protagoniste

L’interscambio alimentare italiano con Germania, Francia, UK, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo si attesta sui 16 miliardi nei primi sei mesi del 2017, di cui 7,8 miliardi di export e 8 miliardi di import. Le prime regioni per export sono Lombardia (1,6 miliardi), Emilia Romagna e Veneto (1,3 miliardi ciascuno) e Piemonte (1,2 miliardi). Nell’import in testa c’è la Lombardia (2,4 miliardi), seguita dal Veneto (1,3 miliardi), Emilia Romagna (1 miliardo circa) e Toscana (588 milioni). Nel dettaglio 2,4 miliardi di export è diretto in Germania, 1,8 miliardi in Francia, 1,4 miliardi nel Regno Unito, 584 milioni in Spagna, 572 milioni in Svizzera, 534 milioni verso i Paesi Bassi, 468 milioni in Belgio e 38 milioni in Lussemburgo.

L’export agroalimentare italiano, invece, si appresta quest’anno ad oltrepassare i 40 miliardi di euro (+6% sul 2016), spinto dalla crescita nelle vendite oltre frontiera di vino, salumi e formaggi con aumenti stimati da Nomisma Agrifood Monitor compresi tra +7% (vino) e +9% (formaggi).
Guardando ai mercati di destinazione, sono soprattutto i Paesi extra-Ue come Russia e Cina ad evidenziare i tassi di crescita più elevati, nonostante rappresentino ancora meno del 35% dell’export totale.

Sono alcuni dei dati presentati a Milano, in occasione della “Business maratona del food”, due giornate dense di  incontri d’affari organizzati da Assocamerestero. Agli incontri – che si tengono a Palazzo Giureconsulti in piazza Mercanti angolo piazza Duomo – partecipano oltre 100 aziende italiane del settore food & beverage – provenienti da tutte le province lombarde ma anche da altre regioni italiane (Liguria, Abruzzo, Piemonte, Trentino, Friuli, fino ad arrivare al Sud, con Calabria, Campania, Puglia e Sardegna) – che incontrano i 16 buyer selezionati dalle Camere di Commercio italiane all’estero di Germania, Francia, UK, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

L’evento è inserito nel quadro della più ampia campagna “The Extraordinary Italian Taste”, promossa e finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico e da ICE Agenzia, con l’obiettivo di favorire una maggiore diffusione e conoscenza dei prodotti autenticamente italiani, per  aiutare il consumatore estero a distinguerli da quelli Italian Sounding, attraverso un acquisto più consapevole.

Per quanto riguarda la Lombardia, nei primi sei mesi del 2017 il valore dell’interscambio di prodotti alimentari e bevande con Germania, Francia, UK, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo è pari a 4 miliardi di euro. Lo rivela una elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Istat relativi al secondo trimestre 2017 e 2016. Si tratta di 1,6 miliardi di export (pari al 20% sul totale italiano) e 2,4 miliardi di import (30% sul totale nazionale).

Più nel dettaglio Milano, con 291 milioni di export e 809 di import, si posiziona al primo posto, seguita da Mantova e Bergamo per export (circa 200 milioni) e Lodi (354 milioni) e Brescia (237 milioni) per import.

Il mercato più importante per i prodotti alimentari lombardi è la Francia che ha assorbito in sei mesi 403 milioni di euro di alimenti e bevande made in Lombardy, seguita da Germania (318 milioni) e il Regno Unito (240 milioni), ma in sei mesi è soprattutto l’export verso il Lussemburgo (+16,7%) e i Paesi Bassi (+13,1%) a far registrare la crescita maggiore.

A livello di prodotto, sono i formaggi i protagonisti dell’export lombardo verso questi mercati europei, con 369 milioni di euro raggiunti in sei mesi, seguiti da prodotti vari come caffè, cioccolato e condimenti (230 milioni circa), bevande (187 milioni), salumi ed altri prodotti a base di carne (181 milioni).

Diverse le specializzazioni in export delle province lombarde: prodotti a base di carne per Lecco (29 milioni di euro su 74 milioni di esportazioni che si dirigono da questo territorio verso questi otto Paesi europei) e Sondrio (8,5 milioni su 24), pesce lavorato e conservato per Como (21 milioni su 81), formaggi per Lodi (111 milioni su 150), Mantova (72 milioni su 199), Cremona (66 milioni su 148), Brescia (42 milioni su 142), prodotti della lavorazione delle granaglie per Pavia (55 milioni su 97), prodotti da forno per Milano (72 milioni su 291), prodotti misti come caffè, cioccolato e spezie per Varese (40 milioni su 127) e Monza (13 milioni su 34) e bevande per Bergamo (56 milioni su 192).

Lorenzo Martorana

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