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Uceline, il vitigno Uvalina di Cascina Castlèt

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Cinquemila bottiglie che custodiscono un vitigno oramai raro ma un tempo assai diffuso tra i filari dell’Astesana, in Piemonte. Da anni Cascina Castlèt, azienda agricola di Costigliole d’Asti, crede e finanzia la ricerca universitaria per custodire e tramandare la coltivazione di Uvalino sulle colline circostanti. Qui nasce l’Uceline, un vino che deve essere apprezzato con qualche anno d’età: è appena uscita di cantina l’annata 2011.

La storia dell’Uvalino

Era la bottiglia più preziosa da regalare al dottore e al prete per fare bella figura. Poco di scritto è rimasto su questo vino, ma le testimonianze orali permettono di attestare la sua presenza in Piemonte almeno dagli ultimi anni dell’Ottocento.

Da quell’epoca, risulta diffuso in tutta l’Astesana meridionale, con il cuore nella zona di Costigliole d’Asti. Si può dire che fino a una cinquantina d’anni fa in tale area non esistesse azienda agricola, per quanto piccola, che non destinasse all’Uvalino almeno un paio di filari dei propri vigneti.

Le caratteristiche varietali dell’uva in questione portano a escludere che si tratti di un vitigno “forestiero” importato e acclimatato in tempi recenti, o comunque nel corso dell’Ottocento. Veniva utilizzato in purezza e passito soltanto dalle famiglie più illustri e abbienti, e si connotava così con un segno di distinzione: avere qualche bottiglia di Uvalino in casa era un segno di benessere.

Cascina Castlèt

30 ettari di vigna coltivata a Barbera, Moscato, una piccola parte di Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Uvalino. Da anni Mariuccia Borio crede e scommette sulla terra e sulla ricerca, prima sui passiti, poi sull’Uvalino, un’uva antica e rara.
L’azienda produce energia pulita con un impianto fotovoltaico e utilizza un moderno impianto di fitodepurazione naturale delle acque reflue di cantina.

La bottiglia di Uceline rinnova adesso l’immagine con un cambio di etichetta. Compito affidato a Giacomo Bersanetti, Sga Wine Design. La nuova vestizione è realizzata tramite serigrafia diretta su vetro, scaturendo direttamente dal nome del vino. Il colore è un giallo terra, quello delle sabbie astesane dove cresce l’uvalino. Il nome del vino non è scelto a caso: gli acini, essendo gli ultimi a maturare e a essere raccolti nel tardo autunno, vengono becchettati dagli uccellini. Da qui il nome Uceline.

Il vino Uceline

La vendemmia avviene verso la fine di ottobre quando l’uva raggiunge una perfetta maturazione. I grappoli raccolti a mano e scelti scrupolosamente, vengono adagiati in piccole cassette traforate e successivamente collocate in un “fruttaio” ben ventilato e a temperatura controllata per oltre un mese ove subiscono ancora una leggera surmaturazione e appassimento.
Vinificazione
Il mosto ottenuto per pigiatura e parziale diraspatura, viene avviato alla fermentazione. Normalmente questa si svolge molto lentamente e può prolungarsi per oltre 20 giorni. La temperatura non è mai troppo alta (22-25°C), frequenti rimontaggi permettono la totale dissoluzione degli antociani e dei vari componenti fenolici che, per questo vitigno, giocano un ruolo molto importante. La fermentazione malolattica e, successivamente le varie fasi di maturazione del vino,avvengono in tonneaux di rovere pregiato da 5 hl.
Affinamento
Le bottiglie riposano almeno un anno prima della messa in commercio. Per le particolari attitudini del vitigno, questo vino, se conservato a giusta temperatura può affinarsi per lunghi anni donando ai suoi estimatori sensazioni di straordinaria finezza.
Degustazione
Colore rosso porpora intenso con belle tonalità granate che variano a seconda delle annate e del periodo di maturazione. Profumo ampio, intenso, di frutta matura e spezie dolci, sensazioni assai gradevoli e molto persistenti. Sapore asciutto, caldo e ben equilibrato. Gradevolmente acido con tannini marcati che volgono al dolce con la maturazione.
Abbinamenti
Ottimo come vino da conversazione. Ideale con grandi piatti di carne e selvaggina e perfetto connubio con formaggi di lunga stagionatura.

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