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Dove Mangiare

Se siete a Firenze non potete perdervi I’panino fiorentino

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Se siete in quei di Firenze e siete alla ricerca di un luogo dove ritrovare i gusti di un tempo, fatti di cose semplici e genuine come un panino di pane “vero” e un bicchiere di vino di quello buono, non potete fare a meno di fermarvi all’ Osteria dell’ Ortolano.

Erano gli anni’60 quando in via degli Alfani i genitori di  Massimo Zetti rilevarono una vecchia bottega di frutta e verdura. Erano gli anni in cui il centro di Firenze aveva ancora un cuore “fiorentino”, un tempo in cui si faceva la spesa anche a due passi dal Duomo.

Nel corso degli anni, in seguito allo spopolamento del centro e alla comparsa dei super e ipermercati, la bottega si è trasformata dapprima in un “pizzicagnolo” e poi nell’attuale Osteria.

Il grande banco tipico della classica pizzicheria (il pizzicagnolo fiorentino di vecchia memoria) regala prodotti toscani di alta qualità, frutto della ricerca di Massimo Zetti e Marta Mezzetti, prodotti che entrano nella creazione di questo nuovo menù dedicato al pranzo veloce ma genuino.

I’Panino fiorentino offre pane della migliore qualità (le rosette e le bozzette sono fatte direttamente in Osteria) con i ripieni più fiorentini e toscani:

si parte con il Panino di’ Brunelleschi con una rosetta, la cui forma ricorda quella del grande Filippo fiorentino,  ripiena di peposo, uno dei piatti che pare piacesse molto ai costruttori della Cupola.

Si prosegue con I’Panino Fiorentino, ripieno di impasto di crostini di fegatini, il Panino del Chianti con il migliore prosciutto toscano tra due fette di pane “sciocco”, Pane e sbriciolona arricchito con la composta di cipolle fatta con i prodotti della fattoria di proprietà della famiglia, il Panino ‘gnorante con la frittata di cipolle, il Panino dell’ortolano per chi ama solo le verdure e, al contrario, Pane e ciccia per chi ama la carne di manzo.

Per chiudere, i’ Panino “ dorce” con  ricotta di pecora dell’Amiata, confettura di susina Regina Claudia sempre di produzione della fattoria e l’immancabile Pandiramerino fatto in casa.

Per chi invece volesse mangiare comodamente seduto nella saletta del ristorante, la proposta è il menù fisso de “A i’ tocco” , cioè  il tocco della campana che segnava le 13 cioè “l’ora di desinare” per i fiorentini.

Tre i primi proposti: tagliatelle fatte in casa al ragù del Chianti con carne di maiale, stracci al sugo finto cioè uno dei tipici sughi fiorentini, Topini di patate (gnocchi) con ricotta e pecorino dell’Amiata. Il secondo piatto prevede verdure di stagione, pecorino fresco e stagionato o affettati toscani.

Per chi vuol chiudere in dolcezza Crostata di marmellata tutta di produzione Osteria de L’Ortolano, Torta di mele alla toscana e naturalmente, la specialità della casa:la famosa torta Martarè venduta in tutta Italia e non solo nei migliori negozi e ristoranti gourmet.

Ad accompagnare il momento del pranzo, dalla fornitissima cantina de L’osteria, sono stati scelti vini da vitigni autoctoni toscani: Sangiovese, Ciliegiolo e Vermentino. Una cantina attenta che spazia in tutta la Toscana e ne oltrepassa con passione i confini, dove la mano esperta del ristoratore intenditore e appassionato si ritrova sia nelle scelte di vini importanti che in quelle di vini di pronta beva.

Determinati a conservare la qualità e la semplicità dei piatti della tradizione

Marta Mezzetti e Massimo Zetti incarnano l’immagine dei ristoratori appassionati del loro lavoro e innamorati della loro città che, con il loro “Panino fiorentino”,  vogliono dar modo a tutti, pur nella fretta del pranzo, di gustare un po’ di quella Firenze di un tempo, perché solo chi non dimentica le proprie radici può guardare con sicurezza al futuro e assaporarne tutte le nuove varianti.

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