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Pont de Ferr: cambio al vertice in cucina

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Vittorio Fusari dice addio al ruolo di executive chef nello storico locale del capoluogo lombardo. Al suo posto Ivan Milani, reduce dall’esperienza di Piano 35

Ci sono delle motivazioni di carattere familiare alla base della scelta di Vittorio Fusari di lasciare la guida della storica insegna meneghina, da 31 anni affacciata sul Naviglio grande, dove un ponticello in ferro attraversa il canale più celebre di Milano. 64 anni, cuoco da una vita tra la Franciacorta e Milano, per Fusari è arrivato il momento di stare accanto al figlio Giacomo che, all’età di 13 anni, è in procinto di scegliere cosa fare nella vita, anche se l’intenzione appare chiara: ripercorrere le orme del celebre Papà, diventando quindi un cuoco di primo livello. Un motivo in più per prendersi un periodo di riflessione per dedicarsi alla famiglia, originaria di Iseo (Brescia). Una esperienza, quella di Fusari, durata quasi tre anni, iniziata in piena Expo, in una città esaltata dal cibo, all’interno di un ristorante in cui la brigata era da ricreare da zero.

Con l’addio di Vittorio Fusari, che nel marzo del 2015 aveva raccolto il testimone di Matias Perdomo, al Pont de Ferr arriva il sesto chef in 31 anni di attività. Si tratta dello chef torinese Ivan Milani, reduce dall’esperienza sul grattaciello di Piano 35, conclusasi la sorsa primavera. “Tre anni fa – rivela Ivan Milani – prima che Vittorio arrivasse al Pont e io sposassi il progetto torinese di Intesa Sanpaolo, avevamo già ventilato l’ipotesi di un mio arrivo a Milano con Maida Mercuri, titolare del celebre ristorante. Ci stimiamo e ci conosciamo da tempo, l’idea di una collaborazione ci è sempre piaciuta: lei apprezza la mia cucina, io il suo entusiasmo e la sua competenza”. Non a caso sono bastati pochi turni di servizio a Ivan Milani Ivan Milani per rompere il ghiaccio ed essere già  saldamente alla guida della cucina del Pont de Ferr.

Il risultato? Oggi nel menu del Pont de Ferr restano i grandi classici dell’insegna, a cui piano piano si stanno affiancando le creazioni che Milani porta con sé, dal suo passato in cucina, e le nuove proposte  su cui si lavorerà molto nei prossimi mesi. Una, per tutte, porta un nome simbolico, Terreno fertile: un gioco di verdure e tuberi su terra di malto d’orzo che racconta la dimensione vegetale della nuova carta, ben presente accanto alla proposta di terra, e di mare, che sarà maggiormente rappresentata con l’arrivo della primavera.

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