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Alba, Ristorante Piazza Duomo: orto uguale arte

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La città del tartufo ed Enrico Crippa, un incontro di altissima classe che trasforma semplici piatti in grandi esperienze multisensoriali

Cuore economico delle Langhe, Alba in realtà è soprattutto uno scrigno prezioso di prodotti unici, storia, bellezze naturali e atmosfere di epoche ormai distanti. Almeno, questa non può che essere l’impressione di chi ha la fortuna di attraversare l’evocativo centro storico dalla fortissima impronta medievale, gremito di botteghe di tartufi, pasticcerie ed enoteche, tutti prodotti che animano, il sabato, il mercato che dalla antica via maestra (oggi Via Vittorio Emanuele II) arriva fino al Duomo. Una cattedrale dai mattoni tinti di rosso, quella di Alba, come a richiamare gli straordinari vini che, di questo territorio, non soltanto sono una delle più fiorenti produzioni, ma anche simbolo nel mondo.

Ed è proprio qui che, dall’incontro tra la famiglia Ceretto e lo Chef Enrico Crippa, nasce Piazza Duomo, più di un semplice ristorante: un’esperienza a parte, intera, che giustifica di per sé la visita nella Città delle Cento Torri. Le tre stelle Michelin sono una certificazione prestigiosa, ma da sole non bastano a spiegare le sensazioni che si intrecciano dal momento in cui si è accolti nel locale a quando, per forza di cose, bisogna alzarsi per lasciarlo. Il pasto esordisce con un’esplosione bella e colorata di finger creativi, mentre erbe, fiori, verdure e frutta (provenienti dall’orto biodinamico curato dallo stesso chef) esaltano i piatti tanto nell’estetica quanto nei sapori. Un atelier gastronomico dove si celebrano le Langhe, ma secondo una visione e una meticolosità dalle chiare influenze giapponesi (paese in cui Enrico Crippa ha trascorso alcuni fondamentali anni di formazione), che costituiscono un valore aggiunto. L’eccezionale purezza e potenza dei sapori, la qualità delle materie prime, l’equilibrio delle composizioni: ognuno di questi elementi concorre a elevare i piatti della cucina di Piazza Duomo a vere e proprie opere d’arte.

Antonio Forestieri

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