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Nuovi Ambasciatori per il Prosecco

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La Doc spinge sull’acceleratore verso la tutela ambientale e paesaggistica dei territori di produzione. Con la visita alle terre del Prosecco, si è concluso il meeting internazionale delle Indicazioni Geografiche del mondo

Un confronto sui temi cruciali per le Denominazioni protette, in particolare sulla lotta alla contraffazione, la tutela su internet e la sostenibilità ambientale, sociale, economica delle produzioni. Si è conclusa nei giorni scorsi con una visita nel territorio di produzione del Prosecco, il meeting internazionale sulle Indicazioni Geografiche – questa la definizione fuori dall’Ue dei sistemi di tutela Dop e Igp – organizzato da Origin e Consorzio Prosecco Doc. L’evento ha portato a Treviso esperti da tutto il mondo, dalla Cambogia alla Mongolia, dal Messico agli Usa, dal Sud America all’Africa e da tutta Europa.

Sul piatto, al centro del dibattito, IG come Prosecco Doc, Birra Bavarese, Tequila, Pisco, Formaggi Comté, Whisky, caffè Colombiano ma anche IG extra food, come l’Olio d’Argan usato nella cosmesi o il sistema della pelletteria.

“Siamo molto orgogliosi di aver ospitato un evento internazionale approdato per la prima volta in Italia – afferma il Presidente del Consorzio Prosecco Doc Stefano Zanette – Le Indicazioni Geografiche sono infatti uno strumento straordinario per aggiungere valore alle aree di produzione. Abbiamo anche molto apprezzato che Origin concentri i suoi sforzi non solo sulla tutela internazionale, ma anche sulla sostenibilità, intesa nella sua accezione più ampia”.

Origin è l’organizzazione con sede in Svizzera cui aderiscono cinquecento soggetti tra consorzi, gruppi di produttori e istituzioni del mondo Dop, che ha portato  la propria assemblea biennale in questi giorni a Treviso dove è stato eletto il nuovo presidente, il francese Claude Desroches (presidente Fromage Comté).

Un  evento ricchissimo di contributi sia per provenienza geografica dei partecipanti che per ruolo dei protagonisti. Al meeting sono infatti arrivati, oltre ai rappresentanti dei consorzi di tutela d’ogni parte del mondo, anche i delegati dell’Unione Europea, del Ministero delle politiche agricole, dell’ufficio europeo per la tutela della proprietà intellettuale, della FAO, dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Hanno portato il saluto anche le autorità locali come l’assessore all’agricoltura della Regione Friuli Venezia Giulia  Cristiano Shaurli.

“Oltre che un onore, è stata una grande l’occasione per accreditare la nostra denominazione a livello internazionale”, precisa Luca GIAVI, Direttore Consorzio Prosecco Doc.  “A Treviso in questi giorni – continua Gavi – sono arrivati 160 delegati di 50 paesi, in rappresentanza delle più prestigiose Denominazioni del mondo e averle in casa è la testimonianza del ruolo che oggi riveste la Doc Prosecco nel mondo”.

Proprio il Prosecco vanta il maggior numero di contraffazioni: oltre 750 – su 2200 casi riscontrati – un segnale evidente del successo goduto da questa denominazione.

“Il termine Prosecco – conclude Stefano Zanette –  non indica una bollicina qualsiasi, ma corrisponde a un territorio d’origine  ben preciso. Spero che questa tre giorni internazionale sia stata utile a chiarire il concetto. Origin affronta la tutela delle Denominazioni  intesa soprattutto quale lotta alla contraffazione, ma qui si è lavorato molto anche sulla  tutela del territorio che si traduce in sostenibilità ambientale e paesaggistica.  Temi  che ci stanno molto a cuore e ci vedono protagonisti: per primi abbiamo inserito nel disciplinare di produzione  indicazioni ben precise nella riduzione dei fitofarmaci e del glifosate, e abbiamo aggiunto l’introduzione della siepe nelle vigne con l’obiettivo di lasciare, a chi verrà dopo di noi,  un  paesaggio migliorato anche sul fronte della bellezza”.

Il meeting internazionale delle IG del mondo si è rivelato dunque una preziosa occasione di promozione della Denominazione anche dal punto di vista turistico: da qui ripartiranno infatti 160 potenziali nuovi ambasciatori del Prosecco, inteso finalmente non solo come prodotto, ma anche come territorio.

Lorenzo Martorana

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