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“Nino Negri”, festeggiamenti a Milano per i 120 anni

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Palazzo delle Stelline ha ospitato le degustazioni promosse dalla storica azienda vinicola della Valtellina. L’enologo Casimiro Maule ripercorre le tappe della viticoltura in un area che, con i suoi oltre 40 km di terrazzamenti, è considerata il vigneto di montagna più esteso d’Europa

E’ un compleanno molto speciale quello che la casa vinicola lombarda “Nino Negri” festeggia nel 2017: 120 anni dalla fondazione, avvenuta a Chiuro (SO) nel 1897. Più di un secolo di vendemmie e di vini che oggi parlano di Valtellina in tutto il mondo, grazie alla lungimiranza di Carlo, figlio del fondatore Nino, e di Casimiro Maule, direttore ed enologo dell’azienda che oggi fa parte del Gruppo Italiano Vini. Se infatti Carlo Negri fu quello che a partire dal 1927 iniziò una fase di ampliamento e ammodernamento dell’azienda, comprando nuovi vigneti, migliorando tecniche e processi produttivi, non c’è dubbio che il volto contemporaneo della storica casa vinicola e i traguardi di qualità dei prodotti e di autorevolezza internazionale siano da attribuire a Casimiro Maule. Di origine trentina, Maule è l’enologo che da oltre quarant’anni (fu chiamato alla Nino Negri nel 1971) riesce a interpretare il vitigno Chiavennasca – la versione valtellinese del Nebbiolo – nel modo più aderente alle specificità di questa valle, tanto unica nelle sue caratteristiche geomorfologiche e climatiche quanto difficile da lavorare. Non a caso la Valtellina, posta ai piedi delle Alpi lombarde, sul confine con la Svizzera, con i suoi oltre 40 km di terrazzamenti è considerata il vigneto di montagna  più esteso d’Europa.

In occasione dei suoi 120 anni, la Nino Negri ha organizzato nei giorni scorsi a Palazzo delle Stelline, nel cuore di Milano, a pochi passi dal Cenacolo Vinciano e dalla ormai celebre vigna di Leonardo, una degustazione aperta al pubblico delle sue migliori bottiglie, culminata in una degustazione verticale dello Sfursat “5 Stelle”, presentata dal giornalista Luciano Ferraro e dallo stesso Maule nelle annate 2013, 2009, 2001, 1999, 1997 e 1989. “Oggi per me è un giorno importante, perchè arrivare a 120 anni è un bel traguardo per un’azienda – ha detto l’enologo – Ma ho voluto questa festa anche perchè lo sentivo come un dovere che avevo anche nei confronti del territorio”. Come è cambiata la viticoltura in Valtellina in questi anni? “Un tempo si lavorava in modo meno selettivo, non c’erano ausili di alcun genere – ha spiegato Maule – Le fermentazioni erano lunghe e senza controlli di temperatura. Il risultato erano vini che avevano bisogno di anni per affinarsi. Con l’introduzione del controllo delle temperature e il rinnovo dei contenitori di legno cambiò tutto”.

Lo Sfursat della Valtellina è un vino antichissimo, che un tempo si regalava agli amici o si consumare in casa solo in poche speciali occasioni, centellinandolo come un medicinale; grazie all’impostazione stilistica impressagli dallo stesso Maule, oggi questo vino da uve rosse appassite è un prodotto moderno, complesso e longevo ma sempre prodigo di freschezza, capace di soddisfare critica e pubblico internazionali, come dimostrano i numerosi riconoscimenti ottenuti negli anni. Dai 31 ettari di vigneti della Nino Negri però non escono solo uve per lo Sfursat: la proprietà comprende infatti sottozone prestigiose del Valtellina Superiore DOCG, da cui nascono vini come “Inferno”, “Sassella”, “Fracia”, “Grumello”. Lo stesso Casimiro Maule ha pensato bene di fare un regalo di compleanno alla sua azienda: a distanza di oltre mezzo secolo, ha voluto rendere omaggio a Carlo Negri con una nuova edizione del suo vino più famoso, quel “Castel Chiuro”, che fin dagli anni Cinquanta fu prodotto nelle cantine del Castello  dove tutto è cominciato e che ancora ai nostri giorni è sede della casa vinicola.

Elisabetta Tosi

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