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FOOD

Nessuna moda passeggera, il Veg conquista il mondo

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Da anni ormai si è innescato il cocente dibattito tra vegetariani (o vegani) e non. Visioni ideologiche personalissime che spesso, purtroppo, cadono nella presunzione e in atteggiamenti di intolleranza. Ognuno sarà pur libero di mangiare ciò che vuole e di fare le proprie scelte. Eppure a volte sembra non essere così, da parte di nessuna delle due fazioni: il vegano che giudica chi mangia la carne e l’onnivoro che sbeffeggia la scelta del vegano.
La domanda che ci sarebbe da porsi è “Perché?!”. Come per i matrimoni gay e moltissime altre tematiche di attualità: “Ma a voi… cosa cambia?!”

La scelta del vegetariano non intacca minimamente le scelte degli altri. Così come il contrario. Bisognerebbe semplicemente imparare ad avere maggiore rispetto di punti di vista diversi dal nostro. Cosa che spesso ci risulta davvero difficile.

Tra le critiche più in vista nei confronti del mondo dei vegetariani c’era – e c’è – l’accusa che sia una scelta dettata solo da una moda passeggera, e non davvero una scelta etica o di salute. Beh, dobbiamo informare chi ha formulato questo pensiero che… si sbagliava!

Pare che l’Italia, l’Europa e il mondo intero stiano andando sempre di più in una direzione vegan friendly. Secondo l’Ansa, la capitale globale del Veg è Tel Aviv, dove circa il 5% della popolazione è vegano ed esistono per questo tipo di alimentazione più di 400 ristoranti. Invece, la capitale europea di questo nuovo stile di vita è Lisbona, dove, per una popolazione di circa 550mila abitanti esistono un centinaio di ristoranti e negozi vegan. A Seguire Barcellona, Londra, Varsavia, Berlino, Amsterdam e Parigi.

E in Italia? Beh, il record italiano di città più vegan spetta a Roma e Milano, seguite da Firenze e Torino dove la sindaca Appendino riferisce di voler organizzare la città ad hoc per promuovere uno stile di vita naturale e sostenibile rendendola “la città più veg d’Italia”. Chissà se riuscirà a superare il primato delle capitali del mondo e della moda.

Dunque, carnivori di professione, arrendetevi! Non potete boicottare un fenomeno che prende piede e si rivolge sempre più in una direzione: il futuro.

a cura di Martina Bortolotti

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