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In primo Piano itinerari enogastronomici

L’inverno da fiaba dell’Alpe di Luson

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Itinerari romantici, silenzio, formaggi tipici e i profumi della natura incontaminata: un tesoro di benessere tutto da scoprire nel cuore dell’Alto Adige

 

Riservata e defilata com’è, in pochi conoscono l’Alpe di Luson. Eppure, distante solo 12 chilometri da Bressanone, è la più lunga distesa alpestre dell’Alto Adige (20 km), con più di 2.000 ettari di prati e pascoli alpini che la rendono il secondo più grande altopiano dopo quello di Siusi. Un vero paradiso per gli escursionisti, costellato da oltre 80 malghe dove assaggiare i prodotti tipici del territorio, ascoltare musica strumentale e scoprire i biotopi, rifugi per piante e animali in pericolo d’estinzione. La fitta rete di comodi sentieri consente di apprezzare, sia d’estate che d’inverno, la regione della Plose, il Parco Naturale del Puez-Odle e il Sass Putia, attraverso ruscelli, foreste di cirmolo e maestose pareti verticali, incrociando, talvolta, il cammino dei camosci e marmotte.

In Inverno, con la neve che riveste il panorama di una bellezza mozzafiato, la natura fa sentire più forte che mai il proprio battito. Affinché tutti possano assistere a questa magia millenaria, il Naturhotel Lüsnerhof di Luson programma nove ciaspolate alla settimana, ognuna di diversa difficoltà, con sosta nei rifugi o picnic in vetta. Per raggiungerlo, basta oltrepassare la città vescovile di Bressanone e addentrarsi nella piega laterale della Val d’Isarco. Lì, le colline ricoperte di vigneti cedono il posto a pinete incontaminate, orami ricoperte di neve. In paese, il campanile a punta della chiesa barocca di San Giorgio scandisce il trascorrere delle ore; il secentesco mulino Stricker, perfettamente restaurato e tuttora in funzione, risuona dei secoli di lavoro degli antichi mugnai, mentre il laghetto d’acqua naturale balneabile si riveste di una lucida lastra di ghiaccio. Da qui, è un attimo calzare gli sci da fondo, le ciaspole e le pelli di foca, o arrampicarsi sull’Alpe incontaminata di Luson. Lo sci di fondo si pratica su cinque piste presenti sia nella valle che a fondo vallata.

In questo scenario fiabesco, perennemente inondato di sole e ben riparato dal vento, il rifugio Kreuzwiesenalm si adagia tra le valli. Dalle sue stanze, si può ascoltare la voce del torrente, risvegliarsi al cantare del gallo, odorare il profumo del larice e accoccolarsi tra letti in ferro d’antan e morbidi piumini. Inoltre, le camere non hanno televisori, garantendo un risveglio totally detox.

Il rifugio si raggiunge solo con le ciaspole o a bordo del pickup dell’hotel, ed è aperto dal 26 dicembre alla prima settimana di gennaio, più tutti i weekend di gennaio e febbraio. Soggiornare in questo rifugio interamente costruito in legno di larice e pietra, risalente agli anni Trenta, diventa anche un’ottima occasione per osservare da vicino la lavorazione del formaggio: qui infatti si producono con le tecniche tradizionali ottime tome profumate alle erbe alpine, formaggio magro grigio, ziggolan, yogurt e burro. Il latte d’alpeggio, l’aria incontaminata e l’acqua di sorgente ne fanno un vera leccornia, da consumare al tagliere, tra melodie folcloristiche alla fisarmonica, o da acquistare come souvenir gastronomico.

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