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Limone di Amalfi. Dorato e Divino
Costiera amalfitana
Numero di Agosto 2009
Links: http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/tipici/limone-amalfi.html
http://www.igplimonecostadamalfi.it/home.php
Il Limone di Amalfi, orgoglio di una delle Costiere più belle del mondo, è buono e fa bene e si presta a valorizzare ogni piatto, sia di carne sia di pesce
Siamo abituati a concepirlo come un condimento più che come un frutto, a vederlo come un alimento da spremere, giusto per distillarne alcune gocce per insaporire cibi e bevande piuttosto che una pietanza a se stante. Ed è vero, il limone possiede un sapore tipicamente forte ed aspro che lo porta ad essere centellinato, dosato. Ma la varietà che nasce sugli splendidi terrazzamenti dell’ancor più splendida Costiera Amalfitana possiede un sapore talmente dolce ed elegante da poter essere gustato anche da solo. Anzi, di più: il meglio lo dà proprio se assaporato come un frutto, quasi un dessert. Provare per credere: basta tagliarne qualche fettina sottile, aggiungendo eventualmente un po’ di zucchero, di cannella, di sale o di aceto (ma i più golosi hanno facoltà di guarnirlo anche con zucchero a velo o con un leggero sbuffo di cioccolato fondente fuso) per avere pronto un delizioso piatto per concludere con genuina originalità il pasto. E, soprattutto, in salute, dal momento che lo Sfusato di Amalfi (chiamato così per la sua particolare forma affusolata, di grandezza media più grande rispetto alle altre varietà) contiene un’alta percentuale di vitamina C (acido ascorbico), in misura doppia, ad esempio, rispetto all’arancia. Tanto che un tempo rappresentava il rimedio gastronomico contro diverse patologie che colpivano chi era carente di questa vitamina. Ma anche da studi recenti emerge il potere anditiossidante di questo frutto nonchè la sua funzione coadiuvante, da un punto di vista terapeutico, perché interviene in azioni antinfettive, stimola il sistema immunitario, combatte lo stress, protegge i fumatori da malattie, aumenta le prestazioni sportive e agisce sulla crescita e prevenzione alla senescenza. Oltre che essere benefico in casi di raffreddore, influenza e per la cura di gastriti e affezioni intestinali. E, soprattutto, è buono. Dentro e fuori. Perché di questo meraviglioso tesoro campano se ne apprezza anche la buccia: chiara, spessa, ruvida, ricca di olii essenziali e terpeni che gli conferiscono un profumo particolarmente intenso, dolce e agre allo stesso tempo. Lo stesso aroma inebriante che imprime l’aria della Costiera dove nasce, una perla non per niente soprannominata semplicemente “Divina” con quel suo susseguirsi di baie, insenature, strapiombi costellati da una serie di gioielli incastonati nella roccia a picco sul mare come Vietri sul Mare, Cetara, Ravello, Scala, Furore, Atrani e, naturalmente Amalfi, la sorella maggiore. Meraviglie artistiche, paesaggi ineguagliabili e borghi caratteristici che formano un continuum da lasciare a bocca aperta: quaranta chilometri di stupore. Da un contesto simile non poteva che nascere un tesoro prezioso, dal colore dell’oro, che modella paesaggisticamente questa zona con i suoi “giardini” dove viene coltivato da secoli (gli archivi documentano la sua presenza sulla Costa sin dal 998, anche se il periodo aureo della produzione e del commercio si colloca attorno alla seconda metà del XIX secolo). E che da diversi anni è segnalato dall’Indicazione Geografica Protetta e controllato da un apposito consorzio. La raccolta avviene nel periodo che va dal 1° febbraio al 31 ottobre e deve essere effettuata rigorosamente a mano, poiché va impedito il contatto diretto del frutto con il terreno. Il risultato è un alimento estremamente versatile che si sposa con qualsiasi pietanza: non esiste piatto di terra o di mare che non risulti valorizzato ed ingentilito grazie all’aggiunta del suo succo, della sua polpa fatta a poltiglia o della sua buccia grattuggiata, dalla carne al pesce passando per le verdure. Inoltre è perfetto per la preparazione di dolci (biscotti, torte, granite), confetture, conserve e marmellate. Ma anche un semplice bicchiere d’acqua gasata, servito con ghiaccio per stemperare la calura estiva, servito con una fetta di Sfusato che rilascia il suo aroma nel liquido, è una chicca semplice e, appunto, divina. Se poi il rituale viene svolto al tramonto, affacciati sullo spettacolo del golfo amalfitano, ecco preparato un semplice e perfetto piacere della vita.
Sfusato in bottiglia Tra le svariate modalità d’impiego del Limone d’Amalfi, quella sicuramente più nota è la sua trasformazione in un liquore dal sapore morbido e dal profumo intenso, conosciuto in tutto il mondo con il nome di Limoncello. Digestivo naturale molto aromatizzato, originale e puro (è privo, infatti, di conservanti, additivi e coloranti), di colore giallo chiaro e con una fragranza di limone davvero inebriante, viene servito freddo o ghiacciato, per concludere pranzo o cena o anche fuori dai pasti. E tante sono le botteghe e i negozietti che lungo la costa producono ancora artigianalmente qualche bottiglia di questo delizioso nettare dorato, creato seguendo una antica ma semplice ricetta.
Ingredienti 12 limoni 1,5 l acqua 1 l alcool puro 95° 500 g zucchero
Preparazione Lavate accuratamente i limoni e tagliate con un pelapatate o un coltellino la scorza a listarelle, facendo attenzione ad asportare unicamente la parte gialla poiché quella bianca renderebbe amara la bevanda. Versate l’alcol in un recipiente di vetro per conserve coperto, aggiungete le scorze e lasciate in infusione per una settimana all’ombra, possibilmente in un ambiente fresco. Dopo sette giorni fate bollire in un pentolino l’acqua con lo zucchero, lasciate raffreddare ed aggiungete il liquido all’alcol. La dose dell’acqua può essere diminuita per aumentare il tasso alcolico del limoncello, a seconda dei gusti. Lasciate riposare per tre settimane circa, dopodichè versate il tutto in una bottiglia filtrando la rimanenza delle scorze con un colino. Filtrare nuovamente il tutto con una garza per far si che il liquore risulti limpido. Fate poi raffreddare in frigorifero per qualche ora prima di servire.
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