Prosecco I love you!

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Prosecco I love you!
Vino
Numero di Settembre 2008

Griffe enologiche. Entra nel dizionario americano il vino italiano con le bollicine che affonda le radici in Armenia e caratterizza la Marca Trevigiana

Negli anni ‘20 barconi carichi di emigranti italiani attraccavano ad Ellis Island, isolotto a pochi chilometri al largo di New York, scaricando migliaia e migliaia di nostri connazionali che riponevano nella Grande Mela le loro speranze e i loro desideri di uscire dalla miseria in cui erano sommersi in Italia. A quasi cent’anni dal boom del fenomeno, la nostra nazione si è emancipata nella mentalità Usa dalle sue radici di povertà e delinquenza cui veniva allora associata e il Made in Italy è oggi un prodotto che è riuscito a sfondare nel Nuovo Mondo in svariati campi, basti pensare alla gastronomia, ai piatti e ai vini italiani sempre più richiesti dagli avventori americani. A conferma di tutto ciò è la recentissima notizia dell’inserimento del termine “Prosecco” in uno dei più importanti dizionari a stelle e strisce, il Merriam - Webster’s Collegiate Dictionary. Definito semplicemente “sparkling italian wine” (“il vino italiano con le bollicine”), il bianco più noto del Belpaese è uno dei soli 100 lemmi importati da altre lingue che il dizionario inserisce nella nuova edizione ritenendolo oramai di uso corrente e “americano” a tutti gli effetti. Ma il frizzante nettare veneto non è protagonista solo Oltreoceano.

Secondo alcuni studi, infatti, questo vino potrebbe avere un’origine genetica in Armenia. A metà luglio una spedizione formata da otto squadre di campeggiatori è partita da Conegliano Veneto puntando verso l’Asia: ottomila chilometri da attraversare per raggiungere alcuni antichi monasteri dove potrebbero essere conservate viti appartenenti a ceppi risalenti a oltre 10 mila anni fa e ottenuti grazie a un progressivo addomesticamento della vite silvestre sopravvissuta, in queste zone, all’ultima glaciazione. La stessa si sarebbe poi diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo grazie a Fenici e Greci, incrociandosi con viti selvatiche e locali e generando un numero amplissimo di varietà, tra cui quelle venete.

E chissà se gli armeni conoscevano già allora una delle migliori varianti di questo bianco, ovvero il Prosecco Millesimato, frutto di un’accurata selezione di uve provenienti da vigneti con un’ottima esposizione il cui risultato è uno spumante dry, caratterizzato da un profumo intenso, fruttato e dalle tipiche nuance floreali, dal fine perlage che regala al palato un gusto elegante, aromatico e di struttura rotonda.

del.icio.us


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