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Emozione in sorsi
Birra Numero di Agosto 2009
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La birra si produce da 7000 anni e in Italia piace sempre di più. Con nuove tendenze e un inaspettato matrimonio con la tavola.
“Chi beve birra campa 100 anni”, se nella longevità promessa dal celebre pay-off anni Trenta ci può essere tutta la fantasmagoria della pubblicità, una cosa sulla birra è certa: millenario è il suo gusto, perché si produce e piace dalla notte dei tempi. Con quel carattere avvolgente e un sapore che rinfresca e nutre, è la bevanda per eccellenza come dimostra il nome che ha radici nel latino bibere, cioè bere. Di antichissime origini, è nata in Mesopotamia, nel territorio compreso tra i fiumi Tigri ed Eufrate, per poi diffondersi in tutto l’Egitto. I primi estimatori sono stati gli Etruschi, ma anche i Greci la producevano e la consumavano così come i Romani con “testimonial” di tutto rispetto quali Nerone e il governatore della Britannia Agricola, che aprì il primo “pub” dello Stivale. A base di cereali, fermentata, e moderatamente alcolica, la birra, si dice, è stata inventata da una donna che la scoprì casualmente utilizzando cereali in cucina. E il filo rosa sarebbe vetusto considerato che la mitologia degli Armeni associava la nascita della birra alla dea della terra Armalu. Un aspetto al femminile che è sempre rimasto in sottofondo emergendo prorompente con le pubblicità dagli anni Cinquanta in sù sfruttando il lato evocativo delle nuances, bionda, bruna, rossa, che sono diventate equazione di birra uguale a belle donne a partire da Anita Ekberg e Mina per arrivare a Philippa Lagerbach e Adriana Sklenarikova.
Carta d’identità
Acqua (il maggior elemento presente nella birra), lievito (senza il quale la fermentazione della bevanda non sarebbe possibile), orzo, malto. E poi il luppolo, di cui si usano i fiori femminili per ottenere quella particolare punta amarognola della bevanda. E gli agenti aromatizzanti: in primis erbe (coriandolo, camomilla, trifoglio e aghi di pino), spezie (cannella, coriandolo, noce moscata, chiodi di garofano e meleguetta), frutta (ciliegie, pesche, fragole e prugne), e le aggiunte preziose di nuova generazione: caffè, cioccolato, miele e peperoncino. Ingredienti semplici, nella sostanza, sapientemente mixati per ottenere un nettare 100% gustoso attraverso numerose fasi di lavorazione che passano dalla fermentazione e arrivano all’imbottigliamento. La più antica delle bevande (all’incirca 7000 anni compiuti) ha attraversato mezzo mondo con qualche variante e molti stili arrivando a confermare le versioni classiche e universalmente più apprezzate. Ale, Analcolica, Blanche, Bock, Lager, Pils e Weizen, con ciascuna un suo colore, un suo aroma e profumo. A bassa o alta fermentazione. Tutte decisamente godibili a seconda del palato.
Piacere trasversale
La birra é protagonista anche a tavola con abbinamenti inediti e inaspettati, che incuriosiscono e avvicinano alla “bionda” nuovi palati. Dopo aver conquistato le tavole – stellate e non - dei ristoranti, la birra gourmet guarda oggi alle occasioni speciali in casa degli italiani che sembrano annunciarsi come la vera tendenza dell’estate 2009. In un clima generalizzato di flessione dei cosumi fuori casa, una consistente quota (circa il 27%) della popolazione nell’ultimo anno ha organizzato, più frequentemente che in passato, cene o pranzi a casa propria invitando amici o parenti. Mentre il 18,2% dichiara che già da tempo lo fa abbastanza frequentemente. La convivialità tra le mura domestiche nel segno del cibo e del giusto abbinamento coinvolge ormai il 73,3% degli italiani: di questi, la grande maggioranza (61,6%) considera la birra perfettamente adeguata a una cena gourmet. Il tipo di cucina in connubio con la birra è tradizionale (43,7%), semplice e veloce (39,1%) o informale (35,1%).
Le più amate dal mondo
Abbazia Colore: dall’oro al bruno scuro Grado Alcolico: 6-10% vol. Temperatura di servizio: 7°-10° C Birre ad alta fermentazione, molto strutturate e, spesso, aromatizzate con spezie. Si definiscono così quelle che seguono le antiche ricette monastiche.
Ale Colore: dorato, ambrato o scuro Grado Alcolico: 3,5-6% vol. Temperatura di servizio: 9°-12° C Ottenute da malto d’orzo con lieviti ad alta fermentazione, responsabili di un corpo pieno e fruttato. Il sentore amaro è bilanciato daib malti speciali.
Bock Colore: oro, ambrato o scuro Grado Alcolico: 6-7,5% vol. Temperatura di servizio: 7°-10° C Di origini tedesche (il nome probabilmente deriva dalla città di Einbeck, dove nel Medioevo si produceva la birra), è parente stretta della Lager, ma più alcolica, maltata e dai colori più intensi. A bassa fermentazione, se supera i 7,5 gradi alcolici si chiama Doppelbock (ambrate e scure).
Blanche Colore: biondo velato, opalescente Grado Alcolico: 5% vol. Temperatura di servizio: 4°-6° C Di tradizione medievale tipica del Belgio, presente anche in Olanda e nel Nord-Est francese. Leggermente acidula, è fresca e speziata al naso e in bocca, l’aggiunta di coriandolo e curaçao le conferiscono particolarità aromatiche.
Lager Colore: oro pallido Grado Alcolico: 4-5% vol. Temperatura di servizio: 3°-6° C Il nome in tedesco significa “cantina” dove in Germania, intorno al 1500, era prodotta e conservata. A bassa fermentazione e a lunga stagionatura, delicata negli aromi e nel gusto, è diventata la Birra per eccellenza.
Pils Colore: oro pallido Grado Alcolico: 4-5% vol. Temperatura di servizio: 5°-7° C La preferita dagli italiani, nasce nel 1842 nella città boema di Pilsen, da una ricetta sperimentata dal mastro birraio Josef Groll. A bassa fermentazione è più luppolata e amara della Lager. Ha un aroma di fiori, un gusto dal finale secco e pulito, e tanta schiuma.
Pils Colore: oro pallido Grado Alcolico: 4-5% vol. Temperatura di servizio: 5°-7° C La preferita dagli italiani, nasce nel 1842 nella città boema di Pilsen, da una ricetta sperimentata dal mastro birraio Josef Groll. A bassa fermentazione è più luppolata e amara della Lager. Ha un aroma di fiori, un gusto dal finale secco e pulito, e tanta schiuma.
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