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Il vino altoatesino, un piccolo territorio per un prodotto d’alta qualità

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A settembre si terrà l’Alto Adige Wine Summit, evento che racconterà tutta la bontà del vino della regione più a nord d’Italia

Il 22 e il 23 settembre prossimi si terrà l’Alto Adige Wine Summit, una due giorni nella quale il Consorzio Vini Alto Adige, che per l’occasione festeggerà i suoi primi dieci anni, farà il punto della situazione sullo stato e i successi del vino altoatesino. Coi suoi 5400 ettari vitati, la regione più a nord d’Italia rappresenta appena l’1% della produzione nazionale; eppure, grazie alle eterogenee qualità di un territorio che ospita vigneti dai 200 ai 1000 m s.l.m., è la casa di ben 20 diversi vitigni. I vini che ne nascono sono profondamente segnati dai contrasti pedoclimatici qui così caratteristici, frutto della frizzante aria mediterranea e dei gelidi venti alpini che si incontrano tra valli, vette e colline, lì dove le vigne affondano le proprie radici in terreni con esposizioni e composizioni geologiche estremamente variabili. Atmosfere che potranno essere assaporate e apprezzate proprio nel corso dell’Alto Adige Wine Summit, dove potranno anche essere gustate alcune riserve speciali del 2015, insieme ad altre bottiglie del 2016, la cui messa in commercio però avverrà soltanto in autunno. Sessanta le aziende del territorio che saranno presenti al Bolzano Meeting and Event Centre (MEC), all’interno del quale si susseguiranno degustazioni guidate e verticali, oltre a diversi seminari, organizzati in collaborazione con l’Accademia del vino Alto Adige e Blindprobe Sensorium di Fié allo Sciliar.

Antonio Forestieri 

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