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VINI & OLI

I 10 migliori Slow Wine del momento

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In passato abbiamo parlato delle 10 bottiglie di vino più costose della storia.

Oggi invece, al contrario, vi parlerò dei migliori vini slow, dove per ‘slow’ non intendiamo semplicemente i vini che costano meno, ma quelli economici rispetto alla qualità che offrono.

Per questo c’è di aiuto Slow Wine 2017, la guida del vino secondo Slow Food, che premia i migliori vini e le migliori cantine del momento.

Alle cantine possono essere attribuiti dei simboli: la chiocciola (che sta ad indicare il modo eccellente in cui la cantina interpreta i valori del buono, pulito e giusto), la bottiglia (che esprime, invece, un’ottima qualità nelle bottiglie presentate alle degustazioni) e la moneta (che indica appunto l’ottimo rapporto qualità/prezzo).

I vini invece, possono rientrare in alcune categorie: il Grande Vino (eccellente sotto il profilo organolettico), Vino Slow (che premia il rapporto tra prodotto, territorio, storia e ambiente di produzione) e il Vino Quotidiano (ovvero quei vini buoni per che costano e che, dati i prezzi accessibili – non oltre i 10 euro – possono essere consumati quotidianamente).

Con il contributo di Dissapore e di Slow Wine 2017, Vie del Gusto può suggerirvi una classifica dei 10 migliori vini slow.

10° posto: RIBOLLA OPOKA 2011 – Marian Simcic – 45 euro
Premiato da Slow Wine 2017 come Grande Vino. Viene definito dagli esperti “una danza elegante” tra la dolcezza della frutta gialla e l’amaro tipico del chinotto. Viene prodotto in Slovenia, in un terreno d’elezione della ribolla gialla: la Ponca, in sloveno Opoka.

9° posto: DOLCETTO D’ALBA 2015 – Serafino Rivella – 14 euro
Il classico vino da tutti i giorni. Un prodotto per veri intenditori che Slow Wine considera “più denso e polposo del solito”.

8° posto: PERLUGO – Maiolati Spontini (AN) – 12 euro
“La sapidità e la persistenza di un metodo classico e il carattere del Verdicchio”.

7° posto: PINOT NERO 2013 – Podere della Civettaja – 28 euro
Totalmente artigianale, senza protocolli precostituiti. “Terroso, orientaleggiante, speziatissimo e lievemente balsamico”.

6° posto: PROSECCO COL FONDO 2015 – Ca’ dei Zago – 10 euro
Rifermentazione naturale in bottiglia (da qui il nome “col fondo”), che rappresenta un’inversione di rotta rispetto agli anni ’50, quelli del boom economico e della rifermentazione negli autoclavi. “Quasi la perfezione della tipologia” dice Slow Wine, assegnandogli la chiocciola.

5° posto: PIANER 2015 – Le Colture – 10 euro
Una medaglia al Vino Quotidiano assegnata dalla guida in nome della “delicatezza, sapidità e persistenza”. Interpreta alla perfezione, con una certa raffinatezza, l’idea del vino dissetante tipico della zona.

4° posto: ROERO MOMBELTRAMO RISERVA 2012 – Malvirà – 30 euro
Malvirà ha virato sul biologico in una fase consolidata della propria storia, confermando un percorso comune con i grandi nomi. Il Roero Riserva è un vino slow dal gusto alla fragola e con tannini morbidissimi. Uno dei vini a base di nebbiolo che sgomitano col celeberrimo Barolo e con Barbaresco.

3° posto: SYRAH 2013 – Stefano Amerighi – 23 euro
Stefano Amerighi, vignaiolo naturale, detiene un primato: l’unica DOC italiana basata sul Syrah, vitigno internazionale (quindi non autoctono) che dà il suo meglio in terra toscana, a Cortona, in provincia di Arezzo. Certificato biologico e biodinamico con chiocciola di Slow Wine 2017.

2° posto: MELOGRANO – Podere Concòri – 19 euro
Uno Slow biologico, biodinamico e a fermentazione spontanea. Un Toscana IGT 2014 battezzato Melograno. In queste 7.000 bottiglie l’anno che rappresentano il fiore all’occhiello della sua produzione, premiate con la chiocciola, ottiene nuance fruttate e sfumature più accese (anche grazie al fatto che tra l’Emilia e la Toscana lo sbalzo termico non è da poco e questo giova al ventaglio aromatico).

1° posto: BIANCO 2015 – Marta Valpiani – 8,50 euro
E’ un bianco IGP, la cui cantina ha ottenuto la moneta di Slow Wine. Un vitigno che mette d’accordo chi preferisce il bianco e chi sceglie a prescindere il rosso.

Chi l’avrebbe mai detto che al primo posto nel rapporto qualità/prezzo ci sarebbe stato un vino da 8 euro e 50 che non ha la DOC? Ebbene, bisogna sempre essere pronti a rimanere stupiti!

a cura di Martina Bortolotti

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