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TURISMO

Favignana: la regina delle tonnare potrebbe tornare a regnare

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La Regina del mare è tornata. C’è un ampio interesse intorno all’ex-stabilimento Florio dell’isola di Favignana, la più grande e bella tra le 65 tonnare fisse siciliane. La sua attività di lavorazione del tonno cessò definitivamente nel 2008, perdendo così il diritto alle quote tonno, ma gli abitanti dell’isola non hanno mai perso le speranze di tornare a sentire quell’odore del pesce che cuoce nei pentoloni dello stabilimento che per secoli ha caratterizzato questo ambiente.

Oggi, la storia e l’importanza socio-economica e culturale di Favignana sono al centro di un nuovo progetto del Dipartimento della Pesca mediterranea della Regione Sicilia per rilanciare le tonnare fisse della sua costa occidentale, e di cui si è discusso di recente in un convegno con rappresentanti delle istituzioni e del mondo scientifico tenutosi proprio nell’ex-stabilimento Florio. “La pesca dei tonni è memoria collettiva, fatta di gestualità, preghiere, canti. Bisogna riconsegnare agli egadini la possibilità di rivivere la loro cultura” ha detto Giuseppe Pagoto, sindaco dell’isola.

Il momento è favorevole: la nuova politica europea della pesca intende valorizzare il mare in quanto risorsa, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di lavoro che vadano oltre la semplice attività della pesca e coinvolgano tutti gli attori dei territori marini, al fine di arrivare a costruire un’offerta turistica diversificata che comprenda anche attività come l’ittiturismo, la pesca sportiva, la scoperta dei borghi marinari e i musei del mare. “I dati scientifici raccolti dimostrano la percorribilità economica di una riapertura della Tonnara, sia dal punto di vista della sostenibilità dell’attività di pesca che da quello dell’impatto economico, e anche sotto il profilo della trasformazione del pescato – ha detto Antonello Cracolici, assessore all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca Mediterranea – Inoltre, il potenziale di attrattività turistica che la riapertura garantirebbe, potrà coinvolgere attivamente la comunità dei pescatori”.

Quando si parla di tonnare, però, non è solo alla loro importanza economica che ci deve riferire, ma anche alla loro valenza culturale, e quella di Favignana rappresenta un esempio eccellente. Da quando ha smesso di funzionare infatti, è stata trasformata in un centro culturale che ospita mostre e concerti, oltre che in un museo multimediale di archeologia industriale di grande interesse. Sono nel 2016, da aprile a novembre grazie alle visite guidate gratuite e ad un orario di apertura prolungato fino alle 23, i visitatori sono stati più di 60 mila, da tutto il mondo, a dimostrazione del fascino che ancora oggi riveste l’antichissimo sistema di pesca della tonnara fissa e il mondo ancestrale dei suoi tonnaroti.

dal nostro inviato Elisabetta Tosi

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