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CONSIGLIATI DI VIE DEL GUSTO In primo Piano Ristoranti

Doppio, a Trastevere arriva l’alta cucina firmata dallo chef Di Iorio

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Nel cuore di uno dei rioni più affascinanti e veraci della Capitale, un ristorante di alta qualità, caratterizzato da una proposta di cucina creativa, attenta alle materie prime e legata ai sapori del territorio

Un progetto gastronomico all’avanguardia con una cucina di alto livello, volta alla ricerca di sapori inediti e incentrata su materie prime artigianali e di qualità, provenienti soprattutto dal Lazio. Il nuovo ristorante accoglie circa 30 coperti, una grande cucina, in due sale con volte a mattoni vivi, quadri di artisti romani e un pianoforte all’ingresso. Un ambiente elegante e semplice allo stesso tempo; una cornice perfetta per la cucina gourmet e innovativa preparata dietro la sapiente regia dello chef stellato Giuseppe Di Iorio. I piatti sono studiati nel dettaglio e preparati con nuove tecniche di cottura, ma il vero segreto della proposta gastronomica è l’attenzione al km zero e l’utilizzo di ingredienti genuini e del territorio. Proprio per questo molti alimenti vengono acquistati al mercato e nelle botteghe del quartiere di Trastevere che a loro volta li selezionano da produttori laziali. Il ristorante Doppio offre anche un’importante selezione di vini: una cantina a vista con una scelta iniziale di 250 etichette, soprattutto naturali, che entro la fine dell’anno sarà addirittura triplicata. La sfida è quella di proporre qualcosa d’inedito e innovativo: una cucina dai sapori ricercati da degustare in un ambiente curato ma non raffinato e, soprattutto, preparata in uno dei quartieri più romani della Capitale, dove a prevalere è la cucina popolare e di tradizione.

GLI SPAZI

Lontano dai crocevia più turistici e affollati del quartiere, Doppio si trova non lontano da Piazza San Cosimato, in una posizione che sfugge alla movida romana, ma che regala splendide passeggiate tra vicoli e stradine strette e spesso acciottolate, all’interno dell’unico rione storico dei quattordici originari di epoca augustea, dove sono ancora vive le radici artigiane, operaie e repubblicane.
L’ambiente che ospita il nuovo ristorante è stato ritoccato e personalizzato dai proprietari, ma non stravolto. Una volta entrati si viene accolti nella prima sala: soffitti a volta con mattoni a vista si ripetono per tutto l’ambiente, mentre pareti bianche, comode sedute color panna e tovaglie bianche caratterizzano i tavoli. Le luci tenui e i quadri alle pareti aggiungono al locale un tocco di eleganza. A prevalere sono i colori pastello e il legno del mobilio. E poi c’è la cantina, tutta in legno massello, capace di ospitare più di seicento etichette. Il locale, inoltre, offre anche una sala più piccola, adatta anche a pranzi di lavoro.

IL MENU

La carta di Doppio si declina, come da tradizione, in antipasti, primi e secondi, oltre ad un menù degustazione detto “della Tradizione”. La proposta cambia frequentemente anche a seconda delle stagioni, ma tra le entrée sicuramente da provare c’è il polpo arrostito con variazione di peperoni e l’uovo croccante su crema di patate e porri con tartufo nero estivo. Tra i primi, invece, un delicato risotto con gamberi rosa dell’Argentario e zucchine romane, il fresco tagliolino con datterini, alici di Gaeta e arancio candito e il partenopeo Fusilloro Verrigni con ragù di agnello e pomodorino giallo del Vesuvio. Tra i secondi in carta, sotto il segno della creatività, si trova il fegato di vitello con cipollotti dolci, fagiolini e mousse di tzatziki; bocconcini di anatra cotta nel brodo di orzo tostato a bassa temperatura; spigola dorata al sesamo e cavoletti al burro di capesante. Si arriva così ai dolci con la crostatina di lamponi e tonka e il classico “7 Veli” a modo mio.

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