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Da Facebook a Microsoft è corsa all’hamburger senza carne

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La start up californiana “Impossible Foods” e i suoi burger vegetali identici per sapore a quelli di carne, hanno attirato l’attenzione di Bill e Gates e Mark Zuckerberg, protagonisti all’ultima raccolta fondi della società

Molti esperti del settore alimentazione sostengono che tra cinquant’anni saremo tutti vegani. Su questo assunto, per esempio,  si fonda il «mockumentary» The Carnage (­La carneficina), film esilarante andato in onda nella tv britannica e che, in pochi mesi, è diventato un vero e proprio cult. Un cosa comunque è certa: essere vegani non è mai stato così di moda. Un trend che vede l’Italia in prima fila: secondo Eurispes, infatti, i vegani presenti nel Bel Paese si sono triplicati in meno di un anno. Essere vegani è dunque, ai giorni nostri, una filosofia di vita, ma significa anche non far soffrire gli animali e, soprattutto, permette di contribuire al benessere ambientale dell’intero pianeta, visto che gli allevamenti, sostiene l’Onu, producono il 14,5% delle emissioni globali di gas nocivi per l’ambiente. In questo scenario, la Silicon Valley, come avviene spesso, ha subito intuito il potenziale business, e tra i precursori più innovativi c’è sicuramente la start up Impossible Foods, sostenuta da Bill Gates, che oggi vende grandi burger succulenti, con tanto di sangue che cola, ma prodotti da piante. I laboratori californiani di Impossible Foods capitanati da tal Pat Brown, una sorta di Steve Jobs del macinato, realizzano burger vegetali, pronti a segnare una autentica rivoluzione, perché identici per sapore a quelli di carne. Non è un caso che sull’innovativa start up di food delivery abbiano messo gli occhi le più importanti multinazionali del pianet,a con in testa Microsoft e Facebook: il Financial Times riporta che all’ultima raccolta fondi della società hanno partecipato Bill Gates, il fondo sovrano di Singapore Temasek e la Open Philantrophy Project del fondatore di Facebook. Impossible Foods e’ stata fondata nel 2011 dall’ex professore di biochimica dell’Università di Stanford, Pat Brown, con l’obiettivo di migliorare la salute e ridurre l’impatto ambientale della carne senza dover cambiare le abitudini carnivore dei consumatori.

Lorenzo Martorana

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