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Carnevale di Venezia: dalle origini al 2017

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Le origini del Carnevale sono antichissime. La prima testimonianza risale ad un documento del 1094, dove il termine “Carnevale” appare per la prima volta. Il più famoso nel mondo è da ormai 400 anni quello di Venezia. Il primo documento ufficiale che dichiarava il Carnevale di Venezia una festa pubblica è un editto del 1296. Intorno al ‘700 ha poi acquisito la fama che gli appartiene attualmente.

Ma perché nasce il Carnevale? Per lo stesso motivo di molte altre festività ancestrali, come i Saturnalia latini o i culti dionisiaci. Il loro motto era infatti “Semel in anno licet insanire”: una volta all’anno è lecito non avere freni. Una sorta di stacco, dunque, dalla vita quotidiana coi suoi ritmi e i suoi impegni. Ma l’idea di istituzionalizzare questo periodo di festa deriva davvero dalla magnanimità di concedere riposo e divertimento al popolo? Non è proprio così. Come spesso accade, dietro a ragioni apparentemente benevole, ci sono stratagemmi ben più insidiosi.

L’idea del Carnevale infatti nasce esclusivamente dall’astuzia di aver compreso che in una società gerarchica è fondamentale trovare un modo di incanalare le tensioni sociali dei ceti più umili così che non sfocino in modo pericoloso, bensì controllato e gestibile. Nel popolo c’era malcontento? Bastava garantire loro dei giorni, ogni anno, in cui potessero divertirsi e far ciò che preferivano in modo da renderli nuovamente domabili.

E qui nasceva l’utilità delle maschere. Travestimenti che garantivano l’anonimato che permetteva al popolo di sfogarsi come voleva. Pensate che era persino ammesso ai ceti più umili di burlare e deridere pubblicamente i ricchi. Questo dava loro l’illusione di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti. Un apparente livellamento sociale che dava sfogo al loro malcontento e che gli dava la pazienza e l’ubbidienza necessari per il resto dell’anno. Dunque nient’altro che un astuto calcolo.

Certamente il Carnevale aveva comunque i suoi vantaggi. Come quello di celare totalmente la propria identità annullando ogni forma di appartenenza a classi sociali, sesso o religione. E di liberarsi dai pregiudizi e dalle maldicenze. Il Carnevale dava al popolo la possibilità di compiere azioni che in nessun’altro periodo avrebbero potuto compiere. I Veneziani infatti si concedevano trasgressioni di ogni tipo. Persino i preti e le monache ne approfittavano per compiere atti sessuali.

“Qui la moglie e là il marito

Ognuno va dove gli par

Ognun corre a qualche invito,

chi a giocar chi a ballar”

Carlo Goldoni

Fu nel XVIII secolo che il Carnevale di Venezia raggiunse il suo massimo splendore e riconoscimento internazionale, diventando celebre in tutta l’Europa del tempo e costituendo un’attrazione turistica ed una meta ambita da migliaia di visitatori. Attualmente rappresenta un grande e spettacolare evento turistico che richiama visitatori da tutto il mondo che si riversano a Venezia per partecipare a questa festa considerata unica per storia, atmosfera e maschere.

Due sono le iniziative più famose e attese del Carnevale di Venezia di oggi: la Festa delle Marie e il Volo dell’Angelo. In cosa consistono?

Il Corteo della Festa delle Marie altro non è che un concorso di bellezza in costume. Nelle settimane che precedono il Carnevale, si tiene una sorta di selezione delle giovani bellezze locali: dodici Marie che sfileranno come protagoniste del corteo. Il primo sabato di Carnevale inizia il cammino che parte dalla Chiesa di San Pietro di Castello e si conclude in Piazza San Marco. Il giorno successivo le damigelle sfilano nuovamente in attesa della proclamazione ufficiale della vincitrice dell’edizione, la più bella tra le dodici (la cosiddetta “Maria dell’anno”) alla quale viene consegnato un premio.

Il Volo dell’Angelo è un rituale che prevede che un artista in carne e ossa effettui, dal Campanile di San Marco, la sua discesa “in volo” verso il Palazzo Ducale, davanti agli occhi di una folla festante, in piazza. A metà del percorso viene liberato sulla Piazza un mare di coriandoli, confetti e altri piccoli doni.

Il Carnevale di Venezia 2017 si svolgerà dall’11 al 28 febbraio e il tema dell’anno sarà nuovamente il “Creatum”, perché incentrato sulle antiche origini di Venezia, sulle arti e i mestieri. Ma c’è anche un sottotitolo, piuttosto particolare: “Vaniti (af)fair” che invita a soddisfazione la voglia di apparire, di strafare, di essere qualcun altro. Piazza San Marco, il luogo fulcro dei festeggiamenti, ospiterà gli artigiani che con il loro lavoro racconteranno la storia unica di Venezia. Mascherieri, vetrai, sarti esporranno la loro merce nelle botteghe e mostreranno la bellezza della loro arte. Sarà come un tuffo nella Venezia del ‘700.

a cura di Martina Bortolotti

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