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Bio, boom in Europa: 400mila ettari in più ogni anno

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Il mercato del biologico Ue oggi vale 27 miliardi di euro, il 125% in più rispetto a 10 anni fa. Spagna, Italia, Francia e Germania si confermano i Paesi con maggiori estensioni coltivate. Nel Bel Paese in testa c’è la Sicilia, seguita da Puglia e Calabria

Continua a ritmo vertiginoso la crescita del biologico, che si conferma il settore più dinamico dell’agricoltura europea. A certificarlo sono i dati che evidenziano come, dal 2012 al 2016, questo metodo di coltivazione abbia conquistato quasi 400mila ettari l’anno: le superfici dedicate all’agricoltura biologica, certificate o in conversione, sono arrivate a 11,9 milioni di ettari, vale a dire il 6,7% della superficie agricola totale utilizzata (Sau) dell’Unione. L’incremento rispetto al 2012, quando si parlava di poco più di 10 milioni di ettari, è stato del 18,7%. Eurostat registra inoltre una tendenza all’aumento anche nel numero di produttori biologici registrati, che hanno raggiunto quota 295.600 alla fine del 2016. Il mercato del biologico Ue oggi vale 27 miliardi di euro, il 125% in più rispetto a 10 anni fa e, secondo le previsioni, è destinato a crescere ancora per soddisfare la domanda di prodotti bio.

Spagna, Italia, Francia e Germania si confermano i Paesi con maggiori estensioni coltivate e il maggior numero di produttori. Insieme rappresentano oltre la metà del totale delle colture biologiche e dei produttori bio Ue. Austria, Svezia, Estonia e Italia fanno registrare anche la quota più elevata di aree a biologico sul totale delle superfici coltivate.

In base ai dati del Sinab, il sistema di informazione nazionale sul biologico, nel 2016 in Italia superfici e operatori sono cresciuti del 20% rispetto al 2015, arrivando a coprire quasi 1,8 milioni di ettari, circa il 14,5% della superficie agricola utilizzata. Le aziende sono oltre 70mila, il 4,4% del totale nazionale. La Sicilia è la regione in cui si trova la maggior estensione, seguita da Puglia e Calabria. Nel 2016 le vendite di prodotti biologici hanno raggiunto i 3 miliardi di euro, con una crescita del 14% sull’anno precedente e l’export ha aumentato il valore di circa 2 miliardi di euro, facendo segnare un +15% sul 2015.

Intanto nel 2017, dopo oltre tre anni di dibattito, la forte espansione del settore  ha spinto l’Ue ad approvare nuove regole su produzione e commercializzazione dei prodotti bio, attraverso la revisione di alcune norme che, in alcuni casi, risalivano anche a vent’anni fa. Le novità principali riguardano gli standard di qualità dei prodotti importati, che dovranno essere gli stessi di quelli europei, l’introduzione di certificazioni di gruppo per ridurre i costi per le piccole aziende e i controlli estesi a tutta la filiera anche se meno frequenti per chi è risultato in regola dopo diverse ispezioni.

Lorenzo Martorana

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