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itinerari enogastronomici

Basilicata: cosa visitare e cosa mangiare in 10 punti

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La Basilicata, particolare e straordinaria, è una terra tutta da scoprire.

Scoprire questa regione vuol dire inoltrarsi in splendidi paesaggi che, nel giro di pochi chilometri, cambiano notevolmente: dalle coste ora sabbiose ora frastagliate, dai laghi alle montagne, dai castelli alle masserie. Territori e città di inestimabile valore sono racchiusi qui, Matera ad esempio, conosciuta in tutto il mondo per l’impianto urbanistico dei Sassi unico nel suo genere, riconosciuto patrimonio dell’UNESCO e proclamata Capitale Europea della Cultura 2019.

Di seguito però vedremo 10 luoghi da visitare (ed assaporare) altrettanto importanti spesso sottovalutati e non abbastanza conosciuti. Partiamo subito:

  1. Aliano, paesino in provincia di Matera arroccato su di un colle argilloso e immerso nel meraviglioso paesaggio lunare dei calanchi (profonde fenditure del terreno provocate dalla forza di erosione dell’acqua). E’ il paese in cui Carlo Levi fu confinato e che descrisse come “Gagliano” nel suo “Cristo si è fermato ad Eboli”. Da non perdere è il Parco letterario di Carlo Levi: percorso che ci consente  di ripercorrere il famoso romanzo attraverso visite guidate. La visita alla casa dell’autore, alla Pinacoteca (dove sono presenti tutti i suoi dipinti originali) sono assolutamente da scoprire, senza tralasciare il museo della “Civiltà contadina”. Nella zona si produce dell’ottimo olio di oliva ed è possibile degustarlo in molte ricette tipiche oppure semplicemente con lo squisito pane casereccio locale.
  2. Craco vecchia è uno tra i paesi più suggestivi della Lucania: di origini antiche è oggi completamente disabitato da quando negli anni sessanta fu abbandonato per una serie di frane; per questo motivo è conosciuto come il “paese fantasma”. Craco vecchia è oggi visitabile su prenotazione (anche con guida) lungo i vicoli e i percorsi messi in sicurezza; è possibile arrivare fino alla chiesa, il palazzo signorile e l’antica torre da cui si gode uno splendido panorama. Nel 2010, il borgo è entrato nella lista dei monumenti da salvaguardare redatta dalla World Monuments Fund. Trovandoci in provincia di Matera non possiamo non provare il “Pane di Matera IGP” ottenuto attraverso un antico sistema di lavorazione…
  3. Grumento Nova. Tappa obbligatoria è il piccolo paese in provincia di Potenza, Grumento Nova il quale racchiude nel proprio territorio un ricco patrimonio naturalistico ed archeologico. A circa cinque chilometri dal centro abitato si trova il Parco Archeologico di Grumentum, considerato il più importante sito romano in Basilicata. Fondata dai romani nel III sec. a.C., Grumentum divenne in breve, la città più importante della Lucania Meridionale. I monumenti oggi visibili sono teatro, foro, terme, edifici pubblici e religiosi, strade, alcune abitazioni e l’anfiteatro. A pochi metri dell’area archeologica è possibile visitare il Museo Nazionale dell’alta Val d’Agri. Non dimenticate di fare una passeggiata lungo le sponde del lago di Pietra del Pertusillo oppure seguendo l’itinerario delle chiesette rupestri . Cosa mangiare? Nel territorio vengono prodotti i rinomati Fagioli di Sarconi IGP degustabili in numerose ricette, la pasta tipica della valle i cosiddetti “ferricelli”, e inoltre il vino “Terre dell’Alta Val D’Agri” dal sapore asciutto, sapido e corposo.
  4. Poco più di 30 km bastano alla Basilicata per affacciarsi sul mar Tirreno con le meraviglie di un’autentica perla: Maratea. Qui la montagna scende ad incontrare il verde smeraldo del mare e la bellezza si esprime in un gioco di gole, di secche ed insenature, impreziosite da spiagge piccole e tutte diverse, disegnando una costa di assoluta suggestione. Il fiore all’occhiello del centro è l’imponente statua del Cristo Redentore alta ventuno metri edificata sulla punta più alta del monte S. Biagio; devozione e fede religiosa sono i tratti caratteristici: qui infatti sono presenti circa 44 chiese. A Maratea ottimi sono i prodotti caseari: chiedete della mozzarella di Massa. Inoltre, il suo mare limpido e pulito offre ai ristoranti del luogo cernie, spigole, tonnetti, polipi.
  5. E’ una frazione del comune di Bernalda in provincia di Matera. Metaponto è una tappa importante per chi ama l’antico mondo Greco. Fu fondata infatti da coloni greci nella seconda metà del VII secolo a.C. e divenne con il passare del tempo una delle città più importanti della Magna Grecia. Qui visse Pitagora che vi fondò una delle sue scuole. A poca distanza della città moderna è situata l’area archeologica di Metaponto con le sue rovine: le Tavole Palatine (tempio dedicato a Hera in stile dorico), i resti delle mura, un teatro, la necropoli di Crucinia e templi dedicati ad Atena, ad Apollo e il tempio di Afrodite. Il ricco patrimonio di reperti degli scavi sono visibili presso il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto. In estate Metaponto si trasforma in una splendida stazione balneare. Di prodotti tipici qui c’è solo l’imbarazzo della scelta, dalla frutta (kiwi, mandarini, albicocche, fragole ecc.) al vino Matera DOC, dalla zuppa chiamata “capriata” del Materano all’ottimo pesce del Mar Ionio.
  6. Riserva regionale Lago Laudemio. Si trova sulla pendici del monte Papa ad un’altitudine di 1525 mt del Massiccio del Sirino e ricade nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. La riserva prende il nome dal lago Laudemio, di origine glaciale e circondato da faggi e ontani che, uniti alla corona di monti circostanti, conferiscono allo specchio d’acqua una particolare bellezza; in primavera il lago assume una suggestiva colorazione verde smeraldo a causa di una particolare specie di alga. Non lontano dal lago si può visitare il Parco Tematico sulla Geologia il “Micromondo”. Il vicino massiccio del Sirino, di origine antichissima (sembra risalire ad un periodo anteriore alla sollevazione della stessa catena appeninica), offre uno spettacolare comprensorio sciistico tra cui le due stazioni “Lago Laudemio” e “Conserva di Lauria” che offrono la possibilità di praticare sci alpino, sci di fondo ed escursioni con ciaspole. Per gli appassionati è possibili praticare nordic walking. Nella vicina Lauria potrete gustare i genuini prodotti da forno, tra cui le ruote di pane scuro impastato con farina di semola e crusca e le pizze con patate di Sirino; nei rifugi, nei ristoranti, negli agriturismi dei paesi circostanti non sarà difficile trovare l’ottimo formaggio proveniente da pascoli incontaminati oppure il pregiato tartufo della Basilicata fra i migliori a livello internazionale.
  7. Oasi WWF Pantano di Pignola. Subito a ovest di Potenza troviamo l’oasi WWF di Pignola un’area dagli ambienti umidi di grande valore. Sarà possibile fare un giro guidato del lago che accoglie più di 150 differenti specie di uccelli oppure visitare lo stagno didattico dove vivono diversi tipi di anfibi. Il simbolo dell’oasi è il tuffetto, poi ci sono gli svassi maggiori che compiono spettacolari danze di corteggiamento, troverete la cicogna bianca e l’ancor più rara cicogna nera, la garzetta, la spatola, l’airone, volpoche, germani reali, il falco di palude, la poiana, il nibbio bruno e il nibbio reale; insomma un autentico paradiso per i birdwatchers. Nella zona ci sono numerosi piatti tipici da gustare a base dei pregiati salumi locali oppure la tipica pasta del potentino, le “manate”.
  8. Parco Nazionale del Pollino. Condiviso fra Basilicata e Calabria è il parco naturale più grande d’Italia ed inoltre vanta le vette più elevate e interessanti dell’Appennino Meridionale, le quali rimangono innevate per un lungo periodo che va dal mese di novembre fino al mese di maggio. Integro e selvaggio, offre un’incredibile varietà di ambienti e paesaggi: ogni vallata possiede caratteristiche ambientali, paesaggistiche ed antropiche peculiari (dalla macchia mediterranea alle faggete e cerrete, dai pascoli alle praterie); nell’arco di una giornata, spostandosi da una valle all’altra, si possono vivere momenti indimenticabili, passando da basse e aperte fiumare pietrose, frequentate da istrici e tassi, a montagne imponenti. Gli appassionati di mountain bike possono cimentarsi nell’intrico di percorsi interni e d’estate il fiume Lao accoglie chi vuole provare le emozioni del rafting, o dare qualche pagaiata in canoa. Gli amanti del parapendio troveranno meravigliosa l’esperienza di volare in questo paradiso mentre gli sciatori potranno praticare lo sci di fondo e di escursione. Tra le tantissime specie arboree presenti nel Parco vi sono l’abete bianco, il faggio, svariati tipi di acero, pino nero e a quote più elevate il raro pino loricato, l’emblema del parco. Tra la fauna ricordiamo il lupo appenninico, la lontra e l’aquila reale. Tra i prodotti della zona si segnalano il fagiolo e la melanzana rossa di Rotonda (entrambi DOP), i salumi, la pasta (non perdete il “mischiglio”) e soprattutto l’ottimo miele fra i migliori d’Italia.
  9. Riserva Naturale Regionale dell’Abetina di Laurenzana. Si estende per una superfice di 330 ettari ed è contornata da faggi, cerri e abeti bianchi che possono arrivare a misurare 50 metri di altezza e 4 metri di circonferenza, e vivere fino a 800 anni. Nell’abetina trovano rifugio animali interessanti quali il lupo, la volpe, il riccio, il gatto selvatico, la puzzola, il ghiro ecc. Camminando fra i sentieri, tra i rami degli alberi è possibile avvistare il picchio nero oppure il nibbio reale, lo sparviero, la poiana mentre di notte l’allocco e il barbagianni. Qui nell’area, come in altre zone della regione, viene prodotto lo squisito Caciocavallo Podolico (Presidio Slow Food) nato dalla conoscenza dei casari e soprattutto grazie ai pascoli incontaminati e sani dove i bovini di razza podolica vi sostano per periodi ben definiti.
  10. Riserva Naturale Regionale di Lago Piccolo di Monticchio. Il lago Piccolo di Monticchio non solo ha un fratello maggiore al di fuori della riserva, il lago Grande, ma con questo condivide l’origine vulcanica visto che entrambi si trovano all’interno delle bocche eruttive dell’antico vulcano Vulture. Importante in questo parco è la presenza della rara specie di farfalla Bramea di Harting: lepidottero notturno dall’apertura alare di ben sette centimetri ed è l’unica specie della famiglia Brahmaeidae presente in Europa. Tra la flora troviamo roveri e faggi, nelle acque le ninfee (ammirabili anche in barca). Sull’istmo fra i due laghi troviamo i resti della chiesa di Sant’Ippolito, costruita fra XI e XII. In posizione dominante sui laghi è l’ex abbazia di San Michele meta di pellegrinaggi, nata intorno all’VIII secolo d.C. da monaci basiliani. L’intero complesso (offrirà una vista spettacolare) è costituito da un convento a più piani, una chiesa settecentesca e la cappella di S. Michele; la Grotta dell’Angelo dedicata a S. Michele è adornata da affreschi bizantini. Nei primi due piani dell’abbazia inoltre è allestito il Museo di Storia Naturale del Vulture. Non lontano è situato Monticchio Bagni , frazione in cui vengono prodotte acque minerali purissime e dalle caratteristiche uniche. Il Vulture è la zona dove viene prodotto il rinomato Aglianico del Vulture, lucano per eccellenza ma di origine Greca, famoso in tutto il mondo (possiede da alcuni anni i marchi DOC e DOCG) e ritenuto fra i migliori 5 vini d’Italia; il terreno fertile dell’area ha donato caratteristiche uniche anche all’Olio extravergine d’oliva Vulture DOP. Famosa dell’area è anche la salsiccia Lucanica, la cui produzione risale già al tempo dei Romani.

Di Federico Poletta, autore di Gastronomia lucana

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