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Azienda Vinicola Farina presenta ‘Transparency’

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La cantina veronese mette al centro della scena i propri collaboratori. Claudio Farina: “Se vuoi avere successo nel mondo devi essere trasparente”

a cura di Elisabetta Tosi

In un’epoca di fake news, dove opacità e ambiguità sembrano dominare tanti aspetti della nostra vita, non ultimi quelli economico-produttivi, l’azienda vinicola veronese Farina ha fatto una scelta tanto coraggiosa quanto dirompente: la trasparenza totale. Dopo un percorso di tre anni, Claudio, Elena e Alessandro Farina hanno presentato in questi giorni il loro Progetto Transparency, dove per la prima volta vengono posti al centro della scena non i vini che producono (più di 20 etichette di vini bianchi e rossi), ma le loro risorse umane, ovvero tutte le persone che hanno a che fare con loro. Collaboratori, fornitori, partner commerciali e tecnici, dipendenti, importatori, distributori: ognuno di essi gioca una parte importante nella vita produttiva dell’azienda e nel contribuire al suo successo commerciale. “Con questo progetto – dicono i cugini Claudio ed Elena Farina, titolari di uno dei marchi più noti e radicati nella realtà vinicola della Valpolicella Classica – abbiamo voluto raccontarci nella maniera più aperta e trasparente possibile, non nascondendo nessun aspetto della nostra identità. Abbiamo scelto di avviare Transparency Farina non come un’azione di comunicazione, per cogliere l’attuale tendenza del mercato di chiedere aziende sempre più trasparenti e autentiche, ma prima di tutto perché noi da sempre sentiamo un’esigenza naturale, innata, di raccontarci a tutti per quello che siamo, senza nascondere mai nulla, a partire dai nostri limiti”.

In genere, quando in un’azienda parla di trasparenza o di autenticità dei prodotti, ci si riferisce sempre al rispetto di un disciplinare di produzione o a qualche certificazione: “Ma questi per noi  sono solo alcuni degli aspetti che garantiscono una autentica trasparenza delle produzioni e talvolta, a nostro parere, non sono nemmeno i più importanti – insiste Claudio Farina – . Secondo noi, infatti, essere trasparenti fino in fondo significa anche raccontare chi siamo, cosa facciamo tutti i giorni, quali sono i nostri obiettivi, e questo deve valere anche per i nostri collaboratori, i nostri fornitori. Non può esistere, infatti, una trasparenza a compartimenti stagni: o è su tutto, o non è su niente. Perciò il nostro impegno sarà quello di far vivere e percepire la nostra realtà senza nessun filtro”.  Il desiderio di provare a comunicarsi nella maniera più diretta e onesta possibile era avvertito da tempo, ma metterlo in pratica si è rivelato più complicato del previsto: “Quando abbiamo parlato con i nostri storici conferitori d’uva, per esempio, spiegando loro che volevamo coinvolgerli, ci siamo accorti che non tutti avevano piacere di farsi conoscere”, ha spiegato Elena Farina. “Ma dietro ogni bottiglia ci sono tante famiglie, tante storie che vale la pena raccontare, ed è questo che vorremmo provare a fare”. Dal punto di vista operativo il progetto prevede che tutti i conferitori, fornitori, importatori e collaboratori dell’azienda Farina abbiano un proprio spazio sul nuovo sito farinatransparency.com: in questo modo chiunque può trovare una scheda di ciascuno, con nome, storia personale e dettagli dell’attività, aggiornati durante l’anno. E poiché trasparenza vuol dire anche avere il coraggio di raccontare se si producono vini per altre aziende, o se si comprano vini da terzi, ecco raccontata anche l’importante partnership con una cantina cooperativa veronese come quella di Monteforte d’Alpone , dalla quale i Farina ricevono i loro vini bianchi e alla quale in cambio forniscono i vini rossi, perchè la cooperativa si trova nel cuore della denominazione del vino bianco Soave Classico, mentre Farina si trova nell’area dei pregiati rossi veronesi. “Noi riteniamo che la trasparenza non solo un fatto etico, ma abbia anche importanti motivazioni di natura economica – hanno concluso i due cugini – Pensiamo infatti che un’azienda trasparente oggi rappresenti al meglio un’impresa moderna, che meglio rispetta e valorizza il suo territorio di produzione perchè lo interpreta in maniera chiara e visibile e senza nessuna omissione”. Ad oggi, i vini Farina nascono dalle vigne di una quarantina di ettari, solo una decina dei quali sono di proprietà della famiglia (gli altri sono di conferitori storici), per una produzione di 1 milione 150 mila bottiglie l’anno, la maggior parte delle quali prende la via dei mercati esteri.

 

 

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