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Festa dell'asparago bianco di Giare a Mira, Venezia

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La festa dell’asparago bianco di Giare è un appuntamento ormai consolidato con la gastronomia e la tradizione che si svolge dal 1979. Il luogo è Piazza Vecchia, frazione di Mira (provincia di Venezia), domenica 10 maggio, dalle 9.00 alle 19.30.
L’evento è dedicato ad un prodotto importante per l’economia del territorio ed è nato con l’intento dei produttori di far conoscere sempre più questa tipicità e le sue qualità organolettiche e nutrizionali.
L’asparago è un alimento profondamente legato al territorio italiano e alla sua storia, molto conosciuto già in epoca romana lo troviamo presente negli scritti di numerosi intellettuali dell’epoca come Catone il Censore nel III secolo a. C., ma anche Plinio e Giovenale.

È proprio dalle opere di questi veri e propri “cronisti gastronomici” che si è scoperto che veniva consumato crudo oppure bollito o addirittura essiccato per poterlo utilizzare durante il periodo invernale.
A seguito della caduta dell’Impero Romano d’Occidente e le conseguenti invasioni barbariche che portarono ad un aumento delle zone boschive a discapito delle coltivazioni, le notizie su questo vegetale scomparvero, per poi ricomparire attorno al 1300 in alcuni documenti francesi. La sua presenza e consumo rifiorirono poi sulle mense europee nei secoli successivi, come attestano i documenti del XV e XVI secolo.

È proprio durante il Rinascimento che iniziò l’ascesa dal punto di vista culinario, fino ad affermarsi nella cucina ottocentesca come contorno di diverse tipologie di carni differenti.

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Le sue doti si estendevano anche al campo medico perché veniva utilizzato come rimedio per numerose patologie, soprattutto quelle a carico di reni e vescica.
La sua fama era di essere un potente afrodisiaco, capace di far rifiorire il desiderio sessuale. Molti uomini erano soliti consumarlo durante “cene libertine” in cui il tradimento era il protagonista indiscusso.

A tal proposito un autore ottocentesco di libri di cucina, tale Stanislas Martin, racconta che alcuni mariti infedeli vennero smascherati dal fiuto delle mogli le quali basandosi sull’odore della loro urina (tipico di quando si consuma asparagi), scoprirono che essi avevano partecipato ad una di queste “cene”.

L’arte documenta la sua presenza nella storia alimentare e culturale attraverso numerose nature morte di epoche differenti. L’asparago bianco inoltre, per il suo sapore più delicato, il suo colore era più pregiato rispetto al verde.
Certo è che la sua coltura è una prova tangibile del forte rapporto dell’uomo con la natura e della sua straordinaria capacità di fare anche delle cose più semplici
degli autentici capolavori di squisitezza.

Per info sull’evento chiamare al 347 0495286

di Aldo Lissignoli autore del blog L’Albero della Gastronomia

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