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Amarone, Zaia: “L’appassimento merita il riconoscimento Unesco”

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Ad Anteprima Amarone 2014, ospiti illustri e tanta folla in occasione della celebrazione del primo mezzo secolo di vita della denominazione d’origine controllata “Valpolicella”

dal nostro inviato Elisabetta Tosi

“Siamo davanti ad una eccellenza unica e questo merito va dato ai produttori. Senza di loro oggi l’Amarone non sarebbe quello che è: un fenomeno internazionale. In Veneto ci sono 52 denominazioni, e poi c’è questa, che con una manciata di ettari è diventato qualcosa di unico, il nostro biglietto da visita. Per questo come Regione stiamo preparando le carte per chiedere all’Unesco il riconoscimento l’appassimento quale patrimonio dell’umanità”. Il governatore del Veneto Luca Zaia non ha dubbi sul ruolo del vino Amarone della Valpolicella come ambasciatore della sua terra all’estero: del resto fu proprio lui, nel 2010, quand’era ancora a capo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, a riconoscere la DOCG ad Amarone e Recioto della Valpolicella.

Intervenuto nel convegno di apertura della manifestazione Anteprima Amarone, organizzata a Verona dal Consorzio di Tutela della Valpolicella, Zaia ha riconosciuto ai produttori il merito di aver fatto conoscere questo vino veronese in tutto il mondo: “Più dell’OCM vino, l’internazionalizzazione la fanno i produttori, che magari mettono nel trolley una camicia in meno e qualche catalogo in più”. Anteprima Amarone è l’evento annuale che permette a giornalisti italiani ed esteri, professionisti del settore del vino e semplici appassionati di assaggiare un’annata non ancora in commercio, e anche questa volta i visitatori sono stati tantissimi. Peccato che proprio quest’anno, 50 esimo compleanno della DOC Valpolicella, fosse il turno dell’anteprima dei vini Amarone 2014.

Un millesimo la cui estate piovosa e fredda ha creato parecchi grattacapi ai produttori, come ha spiegato il presidente del Consorzio Andrea Sartori: “Il 2014 è stata un’annata critica per tutti, non solo per la Valpolicella, ma anche per l’Europa. Piovosa in modo eccezionale nella seconda parte dell’anno, con oltre 1500 mm di cui 860 solo nel periodo vegetativo, ha avuto un andamento qualitativo difforme, che ci ha costretto a rinunciare a mettere a riposo circa il 30% delle uve: alla fine sono stati prodotti 834.000 quintali di uva, dei quali 228.000 sono stati destinati all’appassimento” .Incidenti di percorso a parte, però, il vino Amarone continua a veleggiare con il vento in poppa in tutto il mondo: “Nel 2017 abbiamo superato i 600 milioni di fatturato della DOC, con una crescita in valore del 10%. La Germania continua ad essere il nostro principale mercato (+30% nel 2017) ma crescono anche gli USA (+10%) mentre Cina e Giappone crescono del 15%”. Successi che hanno fatto schizzare in alto anche il valore fondiario della terra, che nelle aree più pregiate può arrivare a 450 mila euro. Quanto all’imbottigliato, nel 2016 le bottiglie della denominazione Valpolicella prodotte sono state più di 60 milioni, comprendendo oltre all’Amarone anche il Valpolicella, il Valpolicella Superiore, il Ripasso e il Recioto. 

E in Italia? Abbastanza sorprendentemente, anche qui  nel 2017 si è registrato un +20% delle vendite: “Merito di un aumento dei consumi fuori casa – ha spiegato Sartori – Le vendite di Amarone nei supermercati infatti sono marginali, perchèil 60% delle vendite da noi avviene in ristoranti ed enoteche”. Insomma, il rosso Amarone è un vino che continua a piacere, anche ai giovani, soprattutto ora che si sta impegnando a diventare perfino più eco-friendly: negli ultimi anni infatti il Consorzio ha promosso il programma “RRR: Risparmia – Riduci – Rispetta”, per indurre le aziende ad adottare tecniche agronomiche innovative a tutela dell’ambiente, a tutto vantaggio sia di chi lavora in vigna che del paesaggio in generale.

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